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Luci Artista Salerno 2014, da Novembre a Gennaio entra nella favola

Luci Artista Salerno 2014..da Novembre a Gennaio la città si illumina con le Luci d’Artista…a poca distanza dal B&B, prenota online la tua camera!!

Luci d’Artista è una rassegna famosa in tutta Italia e regala alla città un’atmosfera unica, rendendo Salerno una cornice magica in cui trascorrere il periodo di Natale.

Luci Artista Salerno 2014 Informazioni Utili

Luci d'Artista 2014-2015

Al via il 7 Novembre 2014 (ore 17.30)  fino a fine Gennaio!!

Luci d'artista - Salerno - 2012 1209 183324
Le Luci d’artista di Salerno sono una spettacolare esposizione d’opere d’arte luminose allestite nelle piazze e lungo le vie di Salerno, veri e propri capolavori di luce e colore che incantano i visitatori da novembre a gennaio. Visitando l’esposizione si viene avvolti in un’atmosfera magica densa di riferimenti mitologici, fiabeschi, naturali. Un itinerario sospeso tra incanto e bellezza, stupore e meraviglia con sofisticatissime soluzioni tecnologiche che daranno vita a cigni luminosi, creature alate, lampade e lanterne, onde e vele, stelle e pianeti ed un caleidoscopio arcobaleno.

Piazza Flavio Gioia, il Centro Storico e il Largo Campo. Piazza Sedile del Campo e Piazza Sant’Agostino, Corso Vittorio Emanuele e il Lungomare Trieste: il cielo è illuminato da mille luci e colori che generano effetti ottici meravigliosi.

Se vuoi fare un viaggio nella meravigliosa città di Salerno e tra le sue mille Luci d’Artista, prenota la tua camera online nel nostro bed and breakfast a poca distanza da Salerno!!

La Storia delle Luci

Luci Artista Salerno 2014 

la fantastica esposizione di vere e proprie opere d’arte luminose che troviamo installate da novembre a gennaio a Salerno nelle piazze e nei giardini, famose in tutta Italia, come dove sono nate? Chi le ha installate per la prima volta? Vediamo un po’ di conoscere la storia e la nascita di queste fantastiche

luminarie artistiche.Le luci d’ artista di Salerno sono ormai conosciute in tutta Italia e ogni anno migliaia e migliaia di visitatori si recano in città per ammirare queste opere d’arte luminose che valenti artigiani contemporanei creano con grande maestria e professionalità.

Le Luci D’Artista a Salerno prendono spunto da quelle di Torino, la cui prima installazione risale al lontano ma non troppo 1998.Dal 2006 le Luci D’Artista vengono installate per la prima volta nella città di Salerno creando immediatamente stupore e curiosità tra tutti i cittadini che per la prima volta possono vedere da vicino nella propria città le opere degli artisti delle illuminarie abbellire la propria città.

Nel corso degli anni ci sono stati anche alcuni gemellaggi tra le due città che hanno portato allo scambio delle opere nei periodi dell’anno in cui queste sono esposte, contribuendo così a variare spesso le luci mantenendo alta la curiosità della gente che le visitava.

Temi Luci d'Artista 2015

Sono stati diramati i temi delle Luci Artista Salerno 2014 che coloreranno le vie della città di Salerno ad iniziare da Novembre. C’è stato un grande fermento sulla scelta e varie voci si sono rincorse prima di arrivare alla decisione finale. Così la scelta finale è stata fatta, i temi delle Luci D’Artista Salerno 2014-15 saranno l’Aurora Boreale e le fiabe!

Per quanto riguarda l’aurora boreale, speciali pannelli verranno montati per creare l’effetto dell’atmosfera

terrestre con varie bande di colore nelle tonalità di rosso, verde ed azzurro, ricreando così artificialmente quello spettacolo della natura che si verifica però solo ben più a nord di Salerno.

L’attrazione principale Luci Artista Salerno 2014 però quest’anno sarà data dal tema delle fiabe, con grande attenzione per quella di Peter Pan e Cenerentola. Le due piazze principali di Salerno infatti verranno dedicate a questi due famosissimi personaggi, possiamo immaginare che verranno collocate delle grosse “statue” luminose che ritrarranno le gesta dell’eterno bambino e della famosa principessa con la scarpetta di cristallo.

Non è tutto però, anche la villa comunale verrà addobbata con figure che ritrarranno i vari personaggi del mondo Disney, ricreando così una sorta di giardino incantato. La curiosità degli adulti e soprattutto dei più piccini sicuramente sarà alta, i nuovi temi, uniti al neonato piano per il traffico e per i parcheggi dovrebbero riuscire a portare a Salerno davvero tantissime persone rendendo questa edizione dell’inverno 2014 davvero “epocale”.

Quest’anno infatti per la prima volta verrà ampliata anche la superficie di città addobbata con le Luci, anche strade non esattamente del centro saranno “dotate” delle luci più famose d’Italia.

Come Raggiungere Salerno
Come raggiungere Salerno dal Bed and Breakfast Pompei

In auto

da Nord:
A1 Napoli – Salerno: uscita Vietri sul Mare o Salerno

da Sud:
A3 Salerno-Reggio Calabria: uscita Fratte/Salerno centroMC04M2a_B&B
A3 Salerno Reggio Calabria: uscita Pontecagnano direzione Fratte/Tangenziale: uscite da Zona Industriale fino a Fratte

In bus

CSTP: Orario Feriale – Orario Festivo
SITA: Orari Campania

In treno: Stazione di Salerno

Per maggiori info:
Trenitalia
Italotreno

In aereo

Aeroporto Internazionale di Napoli – distanza da Salerno circa km 50

Dormire vicino ALLE LUCI D’ARTISTA..

 A solo 25 minuti dalle Luci d’Artista di Salerno, il bed and breakfast Pompei “IL FAUNO” vi aspetta con le sue comode camere dotate di ogni comfort (bagno privato, wifi), parcheggio gratuito e ricca colazione (anche senza glutine) !!

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Visitare Sorrento

Visitare Sorrento, dà il suo nome alla penisola sorrentina, una vasta area che si estende da Vico Equense a Massa Lubrense…

..In un paesaggio unico al mondo, dove si alternano mare e montagna, profondi valloni e terrazze di agrumi, ognuno potrà scegliere la sua vacanza ideale tra natura e silenzio, salute e cultura, bagni di mare, cure termali, passeggiate naturalistiche.

Visitare Sorrento Informazioni Utili.

Dolcemente adagiata su un costone tufaceo, Sorrento si specchia con la sua costiera nel golfo di Napoli, ammaliando turisti e visitatori, attratti da scorci e panorami mozzafiato. La città dà il suo nome alla penisola sorrentina, una vasta area che si estende da Vico Equense a Massa Lubrense e che, grazie alla sua conformazione geografica, sospesa tra il verde delle colline e l’azzurro del mare, costituisce da sempre una delle grandi attrazioni del Sud Italia.

Con i suoi quasi dodicimila posti letto distribuiti in oltre 150 strutture ricettive, oltre a decine di strutture extralberghiere – dai camping ai bed & breakfast, dai residence agli ostelli, ai villaggi turistici e ad una trentina di agriturismi – la costiera sorrentina è tra le mete più gettonate dell’intera regione Campania.
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Basilica di Sant’Antonino. Dedicata al Santo Patrono, la chiesa venne edificata, con un tipico impianto basilicare a tre navate, intorno all’anno Mille e poi interessata da restauri e rifacimenti tra il XVIII e il XIX secolo. La struttura custodisce tra l’altro dipinti del Seicento, frammenti di un antico pavimento maiolicato ed un pregevole esempio di presepio napoletano del ’700, attribuito ad allievi della scuola di Sammartino con figure presepiali addobbate da abiti realizzati con stoffe pregiate ed arricchiti da merletti preziosi. In una cripta sottostante è situato il sepolcro di Sant’Antonino. Probabilmente nativo di Campagna, nel salernitano, giunse dopo un lungo periodo trascorso tra Castellammare di Stabia e il Monte Faito, a Sorrento e qui morì il 14 febbraio del 471. Tra i miracoli che gli si attribuiscono, c’è quello di avere salvato un bambino che era stato inghiottito da una balena. Questo spiega il perché della presenza, nell’atrio della basilica, di due ossa di cetaceo. Un legame saldissimo, quello del santo con il mondo del mare e dei suoi protagonisti, come testimonia la collezione di ex voto presenti nella chiesa donati da marinai scampati a naufragi. Visitare Sorrento

Duomo. In quello di Sorrento non potevano mancare esempi di un’arte locale nota in tutto il mondo: la tarsia lignea. Il duomo cittadino, affacciato su corso Italia, è infatti impreziosito con arredi realizzati con le antiche tecniche di intarsio. Edificato agli inizi del Quattrocento, in stile romanico è stato oggetto, successivamente, di vari interventi di restauro, fino a quello del 1924 nel corso del quale fu rifatta interamente la facciata. La chiesa, oltre al battistero dove venne battezzato il cittadino forse più noto della città, Torquato Tasso, ospita un gran numero di dipinti della scuola napoletana del Settecento ed è caratterizzata anche da un imponente campanile.

Sedil Dominova. Raffinato monumento, costruito intorno al 1450 e perfettamente conservato, è il luogo dove si riunivano i rappresentanti della nobiltà locale, per discutere di questioni relative alla vita politica ed amministrativa della città. Unica testimonianza rimasta in tutta la Campania degli antichi sedili nobiliari, quello di Dominova si presenta con una loggia aperta, sormontata da arcate a base quadrata e chiusa ai due lati da altrettante balaustre ed una cupola di maiolica risalente al Seicento. Di notevole interesse gli affreschi del Settecento che raffigurano delle prospettive architettoniche. La saletta interna custodiva delle iscrizioni marmoree ora conservate al Museo Correale di Terranova di Sorrento. Nell’area antistante il sedile sorgeva un tempo una fontanella. Di qui, l’appellativo alla piazzetta di “schizzariello”, ovvero piccolo schizzo d’acqua.

Convento di San Francesco. Il complesso conventuale di San Francesco d’Assisi è costituito da tre elementi: la chiesa, il monastero ed il famosissimo chiostro. La chiesa, edificata nel XIV secolo in stile barocco, ma con una facciata in marmo bianco costruita nel 1926, custodisce importanti opere come il portone ligneo del 1500, due affreschi del ’700 raffiguranti Sant’Antonio da Padova e San Giacomo, ed una statua in legno raffigurante San Francesco con il Cristo crocifisso. Un’altra statua del santo, in bronzo, di stile moderno, realizzata nel 1992 dallo scultore Alfiero Nena, è invece visibile nel piazzale antistante la chiesa. E sembra quasi accogliere il visitatore che, poco più avanti, può visitare lo splendido chiostro del Trecento, adiacente il monastero fondato nel VII secolo e tuttora abitato dai frati francescani. La struttura presenta una ricca varietà di ordini architettonici fusi insieme fino a dare vita ad un’opera unica, cornice ideale di mostre, manifestazioni, concerti ed eventi. Visitare Sorrento

Marina Grande. Vi si accede attraverso una via in discesa, a gradoni, che ha origine alla fine di via Sopra le Mura. Dopo pochi passi si giunge alla porta della Marina Grande che conserva, malgrado i successivi rifacimenti, l’impianto tipico delle porte greche e che viene datata intorno al IV secolo a.C. E’ da qui che entrarono i pirati turchi che saccheggiarono Sorrento nel 1558. Oltrepassata la porta ci troviamo davanti ad un tipico villaggio di pescatori dove è interessante notare una fusione dello stile moresco con quello più propriamente locale, dando origine a forme architettoniche bizzarre e pittoresche, come le case costruite nel tufo ed ancora abitate. Qui sorge anche la chiesa di Sant’Anna, protettrice del borgo, costruita alla fine del Seicento e successivamente ampliata. Su questa spiaggia, in un cantiere navale a cielo aperto, venivano costruiti i famosi “gozzi sorrentini”, tipica imbarcazione di legno con una vela, lunghe dai 6 ai 12 metri, maneggevoli e affidabili, praticamente inaffondabili. La maestrìa degli artigiani sorrentini era tale che i gozzi furono adottati dai pescatori di tutto il golfo di Napoli e delle isole. Eredi di questa tradizione sono i gozzi a motore che si costruiscono ancora oggi a Sorrento e nei dintorni.

Visitare Sorrento e Museo Correale. Il museo è nato da una fondazione privata voluta dai fratelli Alfredo e Pompeo Correale, conti di Terranova, ultimi discendenti di un’antica e nobile famiglia sorrentina. Nei loro testamenti essi disposero che il palazzo, l’annesso fondo e le loro collezioni d’arte, custodite nella villa Correale, costituissero un museo intitolato a loro nome. Passeggiando per le stanze della splendida dimora si possono ammirare mobili preziosi, raffinate porcellane europee ed orientali e rari dipinti napoletani e stranieri. La struttura è distribuita su tre piani, per un totale di ventiquattro sale più il sottotetto, recuperato come spazio espositivo. Le collezioni d’arte del museo Correale presentano un ampio panorama della pittura e delle arti decorative napoletane dal XVI al XIX secolo e della pittura straniera, una interessante raccolta di orologi europei ed infine una delle più prestigiose collezioni di porcellane cinesi, europee e napoletane del XVIII secolo. Info allo 0818781846.

Museobottega della Tarsialignea. Situato nel centro storico, in un palazzo del Settecento, il museo propone, nelle sale dalle volte affrescate e dai soffitti rivestiti di parati di carta dipinti a mano, una selezionata e ricca collezione di mobili e di oggetti realizzati dai maestri intarsiatori sorrentini lungo tutto il XIX secolo. L’esposizione evidenzia gli aspetti tecnici e decorativi delle singole scuole e botteghe artigiane. L’attigua mostra di quadri di artisti italiani e stranieri, di stampe e foto d’epoca, consente inoltre di ricostruire l’immagine ottocentesca della costiera sorrentina e del contesto storico ambientale nel quale si sviluppò la produzione intarsiata locale. L’evoluzione nelle tecniche di lavorazione, la documentazione dei materiali utilizzati, lo studio dei temi decorativi e dei dettagli progettuali, che valorizzano il design dei prodotti dell’intarsio, offrono spunto per altrettante sezioni. Info allo 0818771942.

 Capo di Sorrento. Questa località, a metà strada tra Sorrento e Massa Lubrense, raggiungibile anche con gli autobus, ospita i Bagni della Regina Giovanna e il sito archeologico della villa di Pollio Felice. Per accedere all’area bisogna percorrere una stretta stradina, ombreggiata da alberi d’ulivo e d’aranci, coi muri coperti d’edera, che scende per una rampa degradante verso il mare. La scogliera è intitolata alla regina Giovanna Durazzo d’Angiò che, secondo una leggenda, veniva ad immergersi in questo specchio di mare. Tutto lo spazio antistante la sommità del promontorio è occupato dai ruderi di una grandiosa villa romana, appartenuta forse al patrizio Pollio Felice, costruita al tempo dell’imperatore Domiziano (81-96 d.C.) e cantata anche dal poeta latino Stazio nel poema “Silvae”. Proseguendo si può raggiungere la Solara, una distesa di rocce consumate dal sole, meta estiva di centinaia di bagnanti.

Visitare Sorrento e Marina di Puolo. Suggestivo borgo marinaro, conta oggi circa 150 abitanti, ed un territorio diviso tra Sorrento e Massa Lubrense. La sua storia scorre tra le rughe dei vecchi pescatori, intenti a riparare reti e a scrutare quello specchio d’acqua inserito nel perimetro della riserva naturale marina di Punta Campanella, un’area protetta di notevole pregio ambientale per la sua biodiversità. Il borgo, tutto raccolto a ridosso della spiaggia grande, è sovrastato da un’antica torre di avvistamento dei pirati. Il nome Puolo deriva da una distorsione del latino Pollius, nome del patrizio romano Pollius Felix, proprietario della maestosa villa che si ergeva a poca distanza. L’area di Puolo è oggi interessata da un progetto di recupero e di tutela in chiave turistica portato avanti da una associazione costituita proprio tra gli stessi abitanti del borgo.

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Vietri sul Mare – Amalfi Coast

Vietri sul Mare, capitale indiscussa della ceramica artistica.

L’abitato della marina è dominato dalla cinquecentesca Cupola della Chiesa di San Giovanni Battista, rivestita da centinaia di “scandole”, maioliche a forma di pesce di tre colori: giallo, verde e azzurro. L’effetto iridescente delle maioliche non passa inosservato, nè da terra, nè da mare: fa, anzi, del tempio dedicato al Patrono il simbolo stesso di Vietri.

Vietri sul Mare Informazioni utili.

Vietri è conosciuta sin dall’antichità come città etrusca. Successivamente il sito fu occupato dai Sanniti, dai

Lucani e poi dagli antichi Romani. L’arte della fabbricazione della ceramica risale a tempi antichissimi e si è perfezionata nel tempo fino alla produzione di oggetti che sono degli autentici capolavori, apprezzati in tutto il mondo.

Vietri sul Mare

La ceramica è dappertutto. Si può girare per ore a leggere, e osservare, la storia della vita quotidiana dei vietresi (e dei marinesi – così sono chiamati gli abitanti della Marina) dipinta sulla ceramica. Le decine di botteghe vendono di tutto. Vale la pena di vistarle tutte, perchè ognuna ha il proprio laboratorio, le proprie idee e i propri colori: e oltre ai piatti del classico “buon ricordo”, alle mattonelle, ai portavaso, alle tazzine e ai bicchieri da limoncello, ai lumi, alle lanterne e ai posacenere, spuntano i “coccetti profumati”, impregnati chissà come degli odori della Costiera.

E ancora: crocifissi colorati, uova portafortuna, portafiammiferi, anfore e soprammobili, ma anche colamozzarelle e spugnabiscotti, tisaniere e caffettiere napoletane. Si trova ceramica persino sulle spiagge se si scava nella sabbia: variopinti cocci di “riggiole” (le piastrelle), di piatti, di statuine, frammenti di una tradizione che risale alla costruzione di fornaci romane.

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Il territorio di Vietri sul Mare è articolato in sei borghi. Della Marina si è già abbondantemente detto. Gli altri sono: Albori, Raito, Benincasa, Dragonea e Molina.

Albori, a 3 chilometri dalla Marina, è un grappolo di case appeso ai pendii della Costiera Amalfitana, quasi tutte sormontate da cupole di sapore arabo, di fronte all’anfiteatro naturale rappresentato dalle gole del Falerio. Un piccolo capolavoro di urbanistica, inserito dal Touring Club nell’elenco dei borghi più belli d’Italia. Su una di queste terrazze affacciate sull’incanto della Costa Diva, nelle sere d’estate si può gustare una caratteristica “bruschetta” (fette di pane abbrustolito condite con i prodotti tipici locali) sorseggiando un frizzante vinello e facendosi conquistare dal fascino dei luoghi. Molto bella la Chiesa di Santa Margherita di Antiochia (XVI secolo), da non perdere un’escursione naturalistica alla Sorgente di San Cesareo.

Raito è introdotto da un pannello di ceramica, firmato Giancappetti, che informa i visitatori della salubrità dell’aria. Appollaiato su una collina a due chilometri dal centro di Vietri, questo caratteristico borgo ha origini antichissime e ospita due bellissime chiese. Quella dedicata al culto di Santa Maria delle Grazie ha al proprio interno elementi romanici e barocchi e ospita la Cappella del Monte dei Marinai impreziosita da affreschi della Scuola del Solimena. La chiesetta di San Vito fa parte del complesso di Villa Guariglia. Dal rigoglioso parco della residenza dell’ambasciatore si gode una vista incantevole del golfo di Salerno.

Benincasa, altro borgo collinare, è meno charmante di Albori e Raito, ma offre comunque una veduta mozzafiato dell’intera Costa d’Amalfi. Una decina di edicole votive disseminate lungo le stradine del paese testimoniano la devozione degli abitanti a San Francesco di Paola, che si sarebbe raccolto in preghiera nella seicentesca chiesa della Madonna delle Grazie durante un pellegrinaggio di fede nel sud Italia. All’interno del tempio c’è un quadro che sarebbe una sorta di autoritratto del Santo, anche se non ci sono certezze. Sull’altare maggiore, molto bello un paliotto con un bassorilievo raffigurante la Visitazione.

Dragonea è la più alta delle frazioni di Vietri. Qui è nato Gabriele Fasano, che nel 1689 tradusse in napoletano “La Gerusalemme Liberata” del grande sorrentino Torquato Tasso. Il borgo cominciò a svilupparsi durante il periodo delle invasioni barbariche della Marina. Il nome viene fatto risalire alla posizione geografica, oltre il fiume Bonea, che è il corso d’acqua che attraversa Vietri. Da visitare l’antica chiesa (XI secolo) di San Vincenzo. La chiesa parrocchiale di San Paolo, riconsacrata solo una trentina di anni fa, conserva l’altare maggiore settecentesco, sovrastato da due tele raffiguranti la conversione di San Paolo e la Pentecoste; la scala di accesso è in pietra vesuviana, le decorazioni del soffitto sono in oro. Il borgo offre la possibilità di salutari escursioni naturalistiche attraverso la gola di San Cesareo, strada di collegamento montana con l’Avvocatella di Cava de’ Tirreni.

Molina deve il nome all’antica presenza di mulini ad acqua, che erano alimentati dai numerosi affluenti del fiume Bonea. Conserva i resti di un antichissimo acquedotto (Ponte del Diavolo), ai piedi del quale sorge la caratteristica chiesetta della Madonna dell’Arenella. Per il resto, la frazione è stata quasi completamente ricostruita dopo la tremenda alluvione che colpì Salerno nel 1954 e che qui produsse danni ingenti.

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Ravello Amalfi Coast

Ravello Amalfi Coast : ovvero la terrazza più bella del mondo.

Le terrazze di Villa Rufolo e Cimbrone, dalle quali è possibile ammirare un panorama mozzafiato, incantarono Greta Garbo e Wagner, in onore del quale, ogni anno, si svolge il Festival Internazionale di Musica, che ha reso Ravello la città della musica in Costiera Amalfitana.

Ravello Amalfi Coast Informazioni Utili..

Paese silenzioso e chic, fu un fiorente centro di attività commerciali già tra l’XI ed il XII secolo. È un terrazzo proteso sul mare nei Monti Lattari, dal quale si gode uno scenario di bellezze naturali unico al mondo.

Ravello Amalfi Coast

Dai suoi belvedere, in particolare quello dedicato alla Principessa del Piemonte, la Costiera Amalfitana si presenta in una visione di sogno. Circondato dalla natura smagliante, adagiato in suggestiva posizione su uno sperone roccioso che divide la valle del torrente Dragone da quella del torrente Reginna in uno dei punti di più ampia vista sul golfo, domina da un’altezza di 350 mt il mare azzurro della Costiera Amalfitana.
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Ogni angolo di questa città rapisce per sempre il cuore e la mente del visitatore. Il nostro itinerario comincia con i monumenti religiosi.

Il Duomo dedicato a San Pantaleone, risalente al IX secolo, ostenta la sua storia già attraverso la porta bronzea, realizzata nel 1179 a Costantinopoli e trasferita via mare come quelle della cattedrale di Amalfi e della chiesa di San Salvatore ad Atrani. Diviso in 54 riquadri rappresentanti santi, leoni e grifi, il portone si spalanca sulle tre navate paleocristiane con colonnati e pulpiti di rara bellezza.

Il convento di San Francesco e la chiesa di S. Maria a Gradillo, quest’ultima risalente al XII secolo, costituiscono un unico complesso che era la sede di discussione dei nobili ravellesi. All’interno del tempio avveniva l’investitura del capitano generale dell’intero Ducato di Amalfi.

Ma Ravello Amalfi Coast è giustamente famosa nel mondo per le sue spettacolari residenze storiche.
Poco oltre il Duomo, una torre rettangolare segnala l’ingresso a Villa Rufolo, complesso di costruzioni risalenti alla seconda metà del Duecento, edificata dalla più ricca famiglia ravellese: quella del mercante Landolfo Rufolo. Nel 1851 il complesso passò allo scozzese Francis Neville Reid, che ebbe il merito di valorizzare i giardini che si affacciano sul mare, raggiungibili attraverso un viale che si snoda all’entrata. Il panorama da vertigini, che incantò Wagner nel 1880, ha fatto finora da sfondo al Festival Internazionale di Ravello Amalfi Coast.
L’altra residenza panoramica è Villa Cimbrone, che nel 1904 fu acquistata da Ernest William Beckett il quale, con maestranze locali in quindici anni trasformò quel fondo rustico in una villa dove magicamente s’intrecciano la più affascinante antichità e la più concitata modernità.

Al di sotto della parte terminale del contrafforte, ben incastonata nella roccia si erge la Rondinaia, che per più di mezzo secolo è stata la storica residenza del grande scrittore americano Gore Vidal. Della veduta che si gode dalle sue terrazze, che spazia da Punta Campanella a Punta Licosa, abbracciando Capri, la Penisola Sorrentina e il Golfo di Salerno, rimase strabiliata anche Jacqueline Kennedy, first lady americana, ospite dello scrittore durante la visita di Stato a Napoli di John Fritzgerald Kennedy.

La Città della musica, che ha ammaliato i più grandi scrittori, poeti, musicisti e paesaggisti di Otto e Novecento, si è dotata anche di uno spazio ad hoc per i concerti e le manifestazioni spettacolari.
L’auditorium di Ravello Amalfi Coast, realizzato su un progetto del grande architetto brasiliano Oscar Niemayer, punta a favorire la destagionalizzazione del Festival, che così diventa permanente, con concerti anche nei mesi invernali. All’auditorium si accede da una piazza oblunga che consente di godere, al tempo stesso, dello strepitoso panorama dell’edificio. Nella sala, il posto per il pubblico sfrutta il declivio naturale del terreno; il posto per l’orchestra e il foyer sono arditamente aggettanti nel vuoto come il palco di Villa Rufolo, ma senza sostegni. La perfezione è assicurata dall’edificio concavo come la perfetta cassa armonica di un mandolino e il paesaggio è godibile attraverso l’ampia vetrata di accesso e dall’oblò dietro l’orchestra. Il lato opposto all’ingresso, meno finestrato, protegge l’Auditorium dalle costruzioni confinanti e, visto dall’esterno, allude alle radici storiche del paese attraverso la silhouette che ricorda un elmo medievale. L’entrata dell’Auditorium è protetta da una copertura in forma spettacolare, per conferire al progetto un aspetto nuovo, capace di creare la sorpresa desiderata. Per consentire ai passanti di avere una veduta più completa dell’Auditorium, è stata disegnata una piazza, arricchita da un magnifico panorama, che costituisce, indipendentemente dall’Auditorium stesso, un luogo d’incontro di particolare interesse.

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Praiano Amalfi Coast

Praiano Amalfi Coast è uno splendido agglomerato urbano che si mimetizza tra i terrazzamenti coltivati a limoneti…

Famosa in tutto il mondo per i suoi paesaggi di grande suggestione e per una quiete quasi innaturale che rapisce l’anima anche al viaggiatore più disincantato, Praiano è uno splendido agglomerato urbano che si mimetizza tra i terrazzamenti coltivati a limoneti, dove il tramonto assume tonalità dorate.

Informazioni Utili Praiano Amalfi Coast..

Due paesi in uno che si affacciano sul mare della Costiera: da un lato lo sguardo segue il verso sinuoso della costa fino alla torre di Conca, dall’altro invece si perde fino ai colli di Fontanelle.

Praiano Amalfi Coast

Ma l’ubriacatura di scorci mozzafiato non è l’unica essenza di questi luoghi. Basta spingersi infatti presso la marina della Praia per riprendere contatto con la realtà dopo il lungo sogno ad occhi aperti. Qui, attraverso una stradina che costeggia il mare, si arriva fin sotto la Torre di Praia, antica fortificazione, come tante altre di cui la Costiera è disseminata, posta a difesa dell’abitato contro le minacce dei Saraceni.
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Anche la storia di Praiano è ricostruibile attraverso i suoi monumenti religiosi. Risalendo verso la Statale, la direzione da seguire è quella della Chiesa Parrocchiale di S. Luca Evangelista. Nel tempio sono conservati una reliquia del santo, un busto d’argento del 1694, tele del pittore Giovanni Bernardo Lama (La Madonna col Bambino e Francesco di Paola); la Madonna del Carmine, la Circoncisione; tele di Padovano di Montorio del 1572. Di grande interesse il pulpito ligneo, con pitture rappresentanti S. Pietro e S. Paolo; l’altare maggiore, il pavimento con le sue “riggiole” settecentesche che rappresentano angeli, putti, stemmi e fiori.

Particolare interesse destano anche la chiesa di Costantinopoli e il Monastero di Santa Maria a Castro, arroccato sul monte che domina la frazione di Vettica e abitato da monaci domenicani. Infine, l’altra chiesa parrocchiale dedicata a San Gennaro. Risalente al 1400 (fu poi ricostruita nel 1600) in essa si possono ammirare numerose opere, tra cui un’Annunciazione del 1696, il Martirio di San Bartolomeo di Giovan Bernardo Lama e la Sacra Famiglia (fine XVI sec.)..

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