Ravello Amalfi Coast

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Ravello Amalfi Coast : ovvero la terrazza più bella del mondo.

Le terrazze di Villa Rufolo e Cimbrone, dalle quali è possibile ammirare un panorama mozzafiato, incantarono Greta Garbo e Wagner, in onore del quale, ogni anno, si svolge il Festival Internazionale di Musica, che ha reso Ravello la città della musica in Costiera Amalfitana.

Ravello Amalfi Coast Informazioni Utili..

Paese silenzioso e chic, fu un fiorente centro di attività commerciali già tra l’XI ed il XII secolo. È un terrazzo proteso sul mare nei Monti Lattari, dal quale si gode uno scenario di bellezze naturali unico al mondo.

Ravello Amalfi Coast

Dai suoi belvedere, in particolare quello dedicato alla Principessa del Piemonte, la Costiera Amalfitana si presenta in una visione di sogno. Circondato dalla natura smagliante, adagiato in suggestiva posizione su uno sperone roccioso che divide la valle del torrente Dragone da quella del torrente Reginna in uno dei punti di più ampia vista sul golfo, domina da un’altezza di 350 mt il mare azzurro della Costiera Amalfitana.
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Ogni angolo di questa città rapisce per sempre il cuore e la mente del visitatore. Il nostro itinerario comincia con i monumenti religiosi.

Il Duomo dedicato a San Pantaleone, risalente al IX secolo, ostenta la sua storia già attraverso la porta bronzea, realizzata nel 1179 a Costantinopoli e trasferita via mare come quelle della cattedrale di Amalfi e della chiesa di San Salvatore ad Atrani. Diviso in 54 riquadri rappresentanti santi, leoni e grifi, il portone si spalanca sulle tre navate paleocristiane con colonnati e pulpiti di rara bellezza.

Il convento di San Francesco e la chiesa di S. Maria a Gradillo, quest’ultima risalente al XII secolo, costituiscono un unico complesso che era la sede di discussione dei nobili ravellesi. All’interno del tempio avveniva l’investitura del capitano generale dell’intero Ducato di Amalfi.

Ma Ravello Amalfi Coast è giustamente famosa nel mondo per le sue spettacolari residenze storiche.
Poco oltre il Duomo, una torre rettangolare segnala l’ingresso a Villa Rufolo, complesso di costruzioni risalenti alla seconda metà del Duecento, edificata dalla più ricca famiglia ravellese: quella del mercante Landolfo Rufolo. Nel 1851 il complesso passò allo scozzese Francis Neville Reid, che ebbe il merito di valorizzare i giardini che si affacciano sul mare, raggiungibili attraverso un viale che si snoda all’entrata. Il panorama da vertigini, che incantò Wagner nel 1880, ha fatto finora da sfondo al Festival Internazionale di Ravello Amalfi Coast.
L’altra residenza panoramica è Villa Cimbrone, che nel 1904 fu acquistata da Ernest William Beckett il quale, con maestranze locali in quindici anni trasformò quel fondo rustico in una villa dove magicamente s’intrecciano la più affascinante antichità e la più concitata modernità.

Al di sotto della parte terminale del contrafforte, ben incastonata nella roccia si erge la Rondinaia, che per più di mezzo secolo è stata la storica residenza del grande scrittore americano Gore Vidal. Della veduta che si gode dalle sue terrazze, che spazia da Punta Campanella a Punta Licosa, abbracciando Capri, la Penisola Sorrentina e il Golfo di Salerno, rimase strabiliata anche Jacqueline Kennedy, first lady americana, ospite dello scrittore durante la visita di Stato a Napoli di John Fritzgerald Kennedy.

La Città della musica, che ha ammaliato i più grandi scrittori, poeti, musicisti e paesaggisti di Otto e Novecento, si è dotata anche di uno spazio ad hoc per i concerti e le manifestazioni spettacolari.
L’auditorium di Ravello Amalfi Coast, realizzato su un progetto del grande architetto brasiliano Oscar Niemayer, punta a favorire la destagionalizzazione del Festival, che così diventa permanente, con concerti anche nei mesi invernali. All’auditorium si accede da una piazza oblunga che consente di godere, al tempo stesso, dello strepitoso panorama dell’edificio. Nella sala, il posto per il pubblico sfrutta il declivio naturale del terreno; il posto per l’orchestra e il foyer sono arditamente aggettanti nel vuoto come il palco di Villa Rufolo, ma senza sostegni. La perfezione è assicurata dall’edificio concavo come la perfetta cassa armonica di un mandolino e il paesaggio è godibile attraverso l’ampia vetrata di accesso e dall’oblò dietro l’orchestra. Il lato opposto all’ingresso, meno finestrato, protegge l’Auditorium dalle costruzioni confinanti e, visto dall’esterno, allude alle radici storiche del paese attraverso la silhouette che ricorda un elmo medievale. L’entrata dell’Auditorium è protetta da una copertura in forma spettacolare, per conferire al progetto un aspetto nuovo, capace di creare la sorpresa desiderata. Per consentire ai passanti di avere una veduta più completa dell’Auditorium, è stata disegnata una piazza, arricchita da un magnifico panorama, che costituisce, indipendentemente dall’Auditorium stesso, un luogo d’incontro di particolare interesse.

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